Lo sport contro i disturbi mentali?

25. aprile 2022

Dopo un conflitto con un’altra persona, spesso ci sentiamo stanchi ed esausti. Il mal di testa persistente ci rende rapidamente impazienti e irritabili. E quando siamo depressi, spesso non abbiamo affatto voglia di muoverci e di fare sport. Tutto indica che la nostra psiche e il nostro corpo sono strettamente legati. Le persone affette da disturbi mentali si trovano spesso in un circolo vizioso: i sintomi impediscono l’esercizio fisico, che a sua volta ostacola il miglioramento. È proprio qui che entra in gioco la terapia sportiva.

Effetti delle malattie psichiche sull’attività fisica

Che si tratti di depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo d’ansia o burnout, queste e molte altri disturbi mentali possono impedire a chi ne soffre di praticare attività fisica con una serie di sintomi. Esempi sono:

Umore basso: spesso porta con sé una mancanza di impulso e inattività. Invece di alzarsi e andare a fare un giro in bicicletta o a sudare insieme al club, chi ne soffre tende a sentire il bisogno di ritirarsi e prendersela comoda. Anche una breve passeggiata intorno all’isolato spesso sembra quasi impossibile quando l’umore è basso.

Pensieri demotivanti: i pensieri depressivi, come il paragone tra la situazione di vita attuale e quella passata o con gli altri esseri umani, possono mettere sotto pressione chi ne soffre. Questi pensieri demotivanti portano anche a una mancanza di energia e di impulso. Non di rado le prospettive di successo sono valutate come basse (“Tanto quel po’ di sport non cambierà nulla”).

Mancanza di energia: soprattutto in caso di mancanza di energia, chi ne soffre commette l’errore di ritirarsi e passare la serata sul divano. È proprio questo comportamento che fa stare ancora peggio chi ne soffre e rafforza il senso di isolamento.

Ansia: soprattutto in caso di ansia eccessiva, molte persone sono più sensibili ai cambiamenti fisici. Le reazioni durante lo sforzo, come aumento della sudorazione, battito cardiaco accelerato e respiro affannoso, vengono interpretate come segnali di una situazione di ansia. La paura di non essere in grado di far fronte allo sforzo, di non essere in grado di gestire la situazione o di perdere il controllo si fa strada rapidamente.

Mancanza di fiducia in se stessi: le paure o le aspettative di fallimento rendono difficile affrontare nuove sfide. Questo, a sua volta, impedisce loro di provare un nuovo sport, di iniziare una nuova abitudine benefica o di testare i propri limiti di prestazione e provare un senso di realizzazione. La mancanza di fiducia in se stessi può anche portare a evitare situazioni di confronto con altre persone.

Perché l’esercizio fisico è così importante soprattutto per i disturbi mentali

I suddetti effetti della malattia mentale sull’attività fisica sembrano così paradossali, perché è proprio in questo momento che l’attività sportiva sarebbe utile. A livello biologico, è stato dimostrato che l’attività fisica stimola il rilascio degli ormoni della felicità (endorfina o serotonina) e quindi porta a un miglioramento dell’umore. Anche fattori come le variazioni della tensione muscolare, della temperatura corporea o del flusso sanguigno, nonché l’effetto dei neurotrasmettitori, svolgono un ruolo importante. Inoltre, lo sport ha un’influenza positiva sulla percezione delle competenze, sull’autostima e fiducia in se stessi. Chi si allena troppo poco perde anche la capacità di percepire i propri bisogni naturali, come la stanchezza, la fame o la sete. Un circolo vizioso!

Due forme di attività fisica

Fondamentalmente, esistono due forme di attività fisica per mantenere o migliorare la salute mentale:

Esercizio preventivo:

  • Può contrastare la perdita di risorse per la salute mentale
  • Un allenamento fisico regolare porta a un minor rilascio di ormoni anche in situazioni di stress
  • Le situazioni di stress vengono vissute in modo più sereno e autodeterminato

Attività fisica come componente della terapia:

  • Non è mai troppo tardi per iniziare o aumentare l’attività fisica
  • È stato dimostrato che l’attività fisica è utile in qualsiasi fase di una malattia mentale preesistente

La (ri)salita

Soprattutto per quanto riguarda i pensieri demotivanti, è importante prendere coscienza della loro causa. Il modo migliore per abituarsi a movimenti nuovi o inattivi è quello di un ambiente familiare. È anche utile trovare un gruppo sportivo che sia al proprio livello di abilità. In questo modo si riduce la preoccupazione di non riuscire a stare al passo con gli altri e si aumenta la possibilità di fare esperienze positive. È altrettanto importante concedersi un po’ di tregua e premiarsi al termine dell’allenamento. Poiché i pensieri demotivanti e perfezionisti sono spesso collegati, ha senso scegliere uno sport che sia sempre stato piacevole e che non sia troppo incentrato sulla competizione. Gli obiettivi non devono essere troppo ambiziosi, soprattutto all’inizio, anche una breve attività sportiva può essere sufficiente per acquisire nuove energie. Se la mancanza di energia è il sintomo predominante, è consigliabile iniziare con una breve sessione di sport come lo yoga o il Thai Chi, che hanno anche un effetto rilassante e antistress. Spesso è utile anche informare l’allenatore o altri atleti dei propri sintomi di ansia. Questo può essere supportato confermando ripetutamente che i segnali del corpo come sudorazione o battito cardiaco accelerato sono reazioni del tutto normali e non sono motivo di preoccupazione. Un supporto professionale può essere utile anche in caso di mancanza di fiducia in se stessi, che può facilitare l’inizio o il ritorno a nuovi sport.

Dopo una buona inizio all’esercizio fisico, è importante trovare una routine. Ad esempio, l’allenamento può svolgersi in giorni fissi della settimana e a orari specifici, in modo da non dover pensare troppo se sia davvero il caso di andare in palestra. Inoltre, è importante essere consapevoli dei successi raggiunti e degli effetti positivi dello sport.

Attività fisica: cosa posso fare nell’ambito ambulatoriale?

L’attività fisica ambulatoriale può essere svolta secondo il motto: “ciò che dà più piacere.” I classici sono il nuoto, la corsa, il ciclismo, l’arrampicata o la danza. La maggior parte degli sport elencati sono poco costosi e possono essere praticati in modo flessibile in termini di tempo e luogo. Anche il giardinaggio e la pulizia approfondita dell’appartamento sono attività fisiche. Soprattutto in caso di gravi problemi fisici o psicologici, è consigliabile rivolgersi a istruttori certificati, strutture o club di fitness. Alcune compagnie di assicurazione sanitaria offrono ora anche la possibilità di frequentare corsi sulla salute. Per quanto riguarda la durata e la frequenza, occorre trovare la giusta misura. In linea di massima, si consigliano da due a tre ore alla settimana, suddivise in diverse unità di almeno dieci minuti. Anche una normale passeggiata aumenta del 15% il flusso di sangue al cervello, quindi un leggero allenamento fisico è sufficiente per mantenere attiva anche la mente.

Attività fisica nel centro terapeutico

La terapia dell’esercizio fisico può essere effettuata anche in regime di ricovero o parzialmente in un ospedale o in una struttura di riabilitazione. In questo caso, il lavoro è meno preventivo e i pazienti di solito presentano disturbi resistenti alla terapia, cronici e gravi. Diversi gruppi professionali collaborano con il paziente sotto la guida medica e offrono un’ampia gamma di esercizi terapeutici. Questo può includere fisioterapia, massaggio classico o terapia di gruppo. È particolarmente importante, durante il ricovero, fornire al paziente le ulteriori misure da adottare dopo la dimissione. Questo può significare, ad esempio, un collegamento ambulatoriale con un monitoraggio periodico dei progressi compiuti.

Fonti
  • Oertel, Viola; Matura, Silke: Bewegung und Sport gegen Burnout, Depressionen und Ängste. Berlino, 2017.
  • Jetzinger, Julia: Bewegungstherapie für stationäre Burnout-PatientInnen. Vienna, 2014.

Categorie: Terapia

Verena Klein
Autor:in Verena Klein
"Die LIMES Schlosskliniken haben sich auf die Behandlung von psychischen und psychosomatischen Erkrankungen spezialisiert. Mit Hilfe des Blogs möchten wir als Klinikgruppe die verschiedenen psychischen Erkrankungen näher beleuchten und verschiedene Therapien sowie aktuelle Themen vorstellen."

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