Il training mentale nello sport agonistico: Psichiatria e psicoterapia dello sport

01. giugno 2022

La ricerca del successo sportivo non lascia spazio alla debolezza. La paura di fallire, di essere stigmatizzati e la disciplina di mettere in secondo piano i propri bisogni sono troppo grandi. Anche gli atleti professionisti soffrono di malattie mentali non meno del resto della popolazione. Gli allenamenti faticosi quasi ogni giorno, l’attenzione costante sulla prossima gara e l’obiettivo di raggiungere il massimo delle prestazioni diventano rapidamente fattori di stress cronico.
Le possibili conseguenze sono depressione, disturbi del sonno o dell’alimentazione e disturbi d’ansia.

Quando il portiere della nazionale Robert Enke si è suicidato nel 2009, è diventato ancora più chiaro al pubblico come i rigidi requisiti di prestazione possano mettere sotto pressione gli atleti professionisti. Questo e altri esempi di rilievo sono stati il segnale di partenza per un cambiamento di mentalità nell’affrontare le malattie mentali nello sport agonistico. In questo modo è nato il campo della psichiatria e della psicoterapia dello sport.

Importante: a causa della crescente competizione e delle prestazioni sempre più elevate nel settore sportivo, l’importanza delle competenze psicologiche sta crescendo. Già nel 1980 si stimava che le variabili psicologiche rappresentassero il 20-45% delle prestazioni sportive.

Cosa richiedono la psichiatria e la psicoterapia nello sport agonistico?

L’allenamento consiste spesso nel superare i propri limiti e nell’ignorare i segnali di stanchezza. C’è una linea sottile tra il raggiungimento del livello ottimale di prestazioni e la protezione della salute mentale. Si potrebbe pensare che proprio gli allenatori degli atleti siano in grado di riconoscere precocemente i problemi, ma questi ultimi sono spesso coinvolti in un conflitto di ruoli (obiettivi sportivi e ottimizzazione delle prestazioni). Per questo motivo, spesso gli atleti consultano uno psichiatra o uno psicoterapeuta dello sport solo quando la malattia inizia a limitare gravemente le loro prestazioni sportive.

Da questo momento in poi, il dipartimento ha il compito di identificare e trattare le crisi e le malattie mentali e di prevenirle in futuro. La psichiatria dello sport si occupa quindi sia di come lo sport e l’esercizio fisico possano essere utilizzati come misura terapeutica per le malattie mentali, sia degli effetti dannosi dello sport agonistico sulla salute mentale. Con il loro lavoro, gli psichiatri e i terapisti dello sport vogliono contribuire a quanto segue:

  • Accettazione, diagnosi e trattamento dello stress psicologico nello sport agonistico
  • Visite psichiatriche di routine e consulenza durante la carriera sportiva
  • Ampliamento delle opzioni di prevenzione
  • Miglioramento della cooperazione interdisciplinare tra psicologi dello sport, medici, mental coach e fisioterapisti
  • Maggiore responsabilità da parte degli atleti per la propria salute mentale

Stress psicologico e sociale

Lo sport agonistico non comporta solo la decisione di competere con gli altri, ma significa soprattutto competere ogni giorno contro se stessi. Nella maggior parte degli sport, l’allenamento intensivo e sistematico inizia sempre più presto, per cui gli atleti sono esposti a molte sollecitazioni già in età prepuberale. Le discipline estetiche, in particolare, hanno il loro massimo rendimento nell’adolescenza, a causa delle proporzioni del corpo.

L’attenzione alle prestazioni fisiche spesso limita la raccolta di esperienze nelle aree sociali ed emotive. Gli atleti, inoltre, sono spesso circondati esclusivamente da persone di riferimento adulte. Questi fattori li rendono vulnerabili alla malattia mentale, soprattutto in situazioni di crisi e quando la loro carriera termina improvvisamente. Mertesacker, che ha giocato l’ultima volta con l’Arsenal FC a Londra, ha riferito le sue sollecitazioni come segue: “Quando non ce la facevo più, mi facevo male, è sempre stato così. Sostengo addirittura che molte lesioni ricorrenti sono di natura psicologica, che aiutano il corpo a riposare l’anima. Ma nessuno lo mette in dubbio.”

Inoltre, gli atleti sono esposti a grandi aspettative sociali, soprattutto quando ottengono grandi successi. Immagina il calcio di rigore decisivo sbagliato durante un campionato europeo, con milioni di persone a guardare. Non è raro che in queste situazioni si verifichino attacchi verbali o fisici contro gli atleti. La rapida alternanza tra adorazione e disprezzo crea uno spettro di sentimenti difficile da conciliare tra grandiosità e senso di inferiorità.

Il prezzo del successo si compra anche con la mancanza di vita privata. Magdalena Neuner, una ballerina di grande successo, decise addirittura di porre fine alla sua carriera sportiva a soli 24 anni per riprendersi la sua vita. Altrettanto stressanti possono essere la riduzione delle capacità fisiche in età avanzata e la consapevolezza che l’apice della carriera è già stato raggiunto nel primo terzo della vita.

Disturbi psichici specifici dello sport

Disturbi psichici particolarmente comuni negli sport agonistici:

  • Anoressia sportiva: la perdita di peso e il sottopeso sono un vantaggio per le prestazioni atletiche. Spesso osservabile negli sport estetici come il pattinaggio artistico, la ginnastica o la ginnastica ritmica.
  • Adipositas Athletica: attraverso l’aumento della massa corporea e un peso superiore al “valore normale atletico”, si cerca di aumentare la forza o la resistenza. Esempi possono essere trovati nel Sumō wrestling o nel nuoto in acque libere e su lunghe distanze.
  • Triade dell’atleta: sintomi di un disturbo alimentare, mancanza di mestruazioni e osteoporosi dovuta a un’insufficiente assunzione di energia e nutrienti. Sono comuni anche negli sport estetici come la ginnastica a corpo libero, la danza classica o le discipline di resistenza.
  • Bulimia sportiva: dopo l’abbuffata, invece di vomitare, si pratica un’attività sportiva eccessiva fino allo sfinimento per bruciare nuovamente le calorie.
  • Demenza pugilistica: disfunzione cerebrale di diversa natura, che si basa su frequenti colpi e urti alla testa. Sono colpiti soprattutto i pugili.
  • Dipendenza da sport: le persone interessate sono costrette a praticare sport eccessivamente, senza che l’idea della competizione o la prestazione ne siano il motivo principale.
  • Depressione dovuta alla sindrome da sovrallenamento: la mancanza di rigenerazione si traduce spesso in uno stato d’animo depresso, in una riduzione dello stimolo e in una perdita di interesse, oltre che in una serie di sintomi fisici come insonnia o disturbi dell’appetito.

Trattamento psichiatrico e psicoterapeutico dello sport

Le misure di trattamento psichiatrico e psicoterapeutico sono in gran parte determinate dal calendario di allenamento e dalle condizioni generali degli atleti. Tuttavia, l’intero team di allenatori degli atleti deve essere coinvolto e il recupero psicologico deve essere considerato più importante delle prestazioni atletiche durante il periodo di terapia. Spesso è molto difficile, ma è un prerequisito fondamentale per la guarigione. Come in qualsiasi altro trattamento terapeutico, l’educazione e l’instaurazione di un rapporto di fiducia sono gli elementi fondamentali. Su questa base si può lavorare su come trattare gli atleti con ridotta capacità fisica.

Spesso lo stress psicologico riduce notevolmente la fiducia nelle proprie capacità fisiche. La quantità di allenamento degli atleti durante il trattamento dipende sempre dal tipo e dalla gravità della malattia. Non è raro che gli atleti riferiscano che sintomi come svogliatezza, stanchezza e ansia scompaiono durante l’allenamento e ricompaiono solo in seguito. Soprattutto nella psicoterapia dello sport, la terapia comportamentale viene solitamente scelta perché il suo approccio orientato al problema con l’allenamento di nuove strategie cognitive, emotive e comportamentali è simile a quello delle abilità fisiche.

I trattamenti psicodinamici a lungo termine sono spesso scelti dopo la fine della carriera. Anche i periodi di riabilitazione dopo infortuni fisici o i periodi tra una gara e l’altra sono spesso scelti per concentrarsi maggiormente sulla terapia. Va notato che non tutti i farmaci possono essere usati in concomitanza a causa delle norme antidoping e degli effetti collaterali (aumento di peso, sonnolenza, nausea, ecc.).

Possibilità di prevenzione

Considerando il trattamento impegnativo in aggiunta al rigido programma di allenamento, nonché gli svantaggi sportivi e finanziari per gli atleti e le associazioni, la prevenzione delle malattie mentali dovrebbe essere una priorità assoluta. In questo caso le misure adatte sono:

  • Monitoraggio costante e adeguamento delle regole di gioco, delle attrezzature sportive e dell’abbigliamento sportivo (in particolare delle protezioni per la testa)
  • Educazione precoce nell’adolescenza al possibile stress psicologico e sensibilizzazione ai segnali del proprio disturbo
  • Ampliamento della gamma di corsi di formazione sulla gestione dello stress e sulla resilienza
  • Introduzione di regolari colloqui psichiatrici dello sport come parte delle visite mediche generali
  • Insegnamento delle conoscenze di base della psichiatria dello sport ai gruppi professionali coinvolti negli sport agonistici, come medici sportivi, psicologi dello sport, fisioterapisti e mental trainer
  • Consulenza adeguata ai genitori (nel caso degli atleti più giovani) in quanto importanti caregiver durante la loro carriera

La gamma di opzioni di intervento preventivo dimostra che esistono diverse possibilità di azione e di miglioramento per la salute mentale nello sport agonistico, oltre che un’urgente necessità di agire. Spetta all’intero sistema sportivo, in futuro, proteggere meglio gli atleti e garantire così una prestazione garantita a lungo termine, poiché la salute fisica va di pari passo con la salute mentale.

Fonti

Markser, Valentin Z.; Bär, Karl-Jürgen: Seelische Gesundheit im Leistungssport. Stoccarda, 2019

Università di Zurigo: https://www.zora.uzh.ch/id/eprint/214827/1/2020-6___Leading_Opinions.pdf, consultato il 27.05.2022.

Categorie: Terapia

Verena Klein
Autor:in Verena Klein
"Die LIMES Schlosskliniken haben sich auf die Behandlung von psychischen und psychosomatischen Erkrankungen spezialisiert. Mit Hilfe des Blogs möchten wir als Klinikgruppe die verschiedenen psychischen Erkrankungen näher beleuchten und verschiedene Therapien sowie aktuelle Themen vorstellen."

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