Burnout causato dal lavoro da casa

02. dicembre 2021

Ci risiamo: la quarta ondata di Corona Virus sta mandando ancora una volta un gran numero di lavoratori a casa. La maggior parte ha già fatto esperienza di home office durante la pandemia e si è resa conto che lavorare da casa non significa meno stress, ma spesso di più! Il rischio di burnout dovuto al lavoro da casa è elevato, poiché il passaggio all’home office cambia notevolmente la vita lavorativa. Questo articolo mostra quali sono le difficoltà che il lavoro da casa può comportare a livello psicologico e come ci si può proteggere dal burnout causato dall’home office.

Pericolo di burnout a causa dell’home office

Da un lato, ritirarsi nell’ufficio di casa è un privilegio: qui i lavoratori sono molto più protetti dal Corona Virus, risparmiando sugli spostamenti e riducendo i contatti. In questo modo, l’home office si è affermato come un importante tassello nella lotta contro la pandemia. D’altra parte, esso ha cambiato drasticamente la vita lavorativa. Ci sono cambiamenti positivi, come più tempo, più flessibilità o una migliore digitalizzazione, ma anche cambiamenti negativi, come la disponibilità permanente, la mancanza di accordi o gli straordinari, che favoriscono il burnout.

L’ufficio in casa può mettere in confusione la routine

È emerso che il lavoro e il tempo libero si fondono fortemente nell’ufficio di casa. Quando si lavora a casa, non è raro lasciare il portatile acceso dopo il lavoro e controllare una o due email. Inoltre, per molti lavoratori da casa è più difficile coordinare i tempi di lavoro e di pausa. Non ci sono colleghi e non ci sono orari di mensa per orientarsi, che in qualche modo costringano a fare, delle pause. Di conseguenza, chi lavora da casa ha maggiori probabilità di oltrepassare i propri limiti e di sviluppare il burnout.

Mancanza di separazione spaziale tra lavoro e tempo libero

L’home office trasforma la casa da luogo di relax a luogo di lavoro. Forse non c’è nemmeno uno studio separato. Il lavoro si svolge quindi in luoghi che in realtà sono destinati alla vita familiare o al relax, ovvero la cucina, il soggiorno e la camera da letto. Questo rende sempre più difficile separare il lavoro dal tempo libero e staccare la spina. Il livello di stress aumenta, così come il rischio di burnout dovuto all’home office

L’ufficio in casa rende più difficile la comunicazione con i colleghi

La separazione fisica elimina i canali di comunicazione informali nelle aziende: niente più chiacchiere in corridoio, niente più pause caffè comuni, niente più conversazioni letteralmente “porta a porta”. L’inoltro delle informazioni può quindi subire un’interruzione massiccia a tal punto da causare stress. Anche gli apprezzamenti e le lodi hanno meno probabilità di essere percepiti dall’interlocutore attraverso i canali digitali. Oltre al troppo lavoro, alcuni dipendenti si sentono non visti e non supportati nell’home office, e l’insoddisfazione per la situazione lavorativa aumenta. Si perdono le esperienze motivanti di successo e si perde gradualmente il divertimento del lavoro.

L’home office accentua la solitudine

Per la maggior parte delle persone, il lavoro non è solo un mezzo per guadagnarsi da vivere, ma anche un luogo di interazione sociale. Nell’ufficio a casa, questo è reso più difficile e molti contatti al di fuori del lavoro vengono interrotti a causa della pandemia di Corona Virus. La solitudine che ne deriva può avere conseguenze drammatiche: lo stress che si genera sul lavoro non è più alleviato dalle attività con altre persone. Molti lavoratori si ritirano, trascurano gli hobby e dopo un po’ si dedicano esclusivamente al lavoro, mantenendo così il circolo vizioso del sovraccarico.

Sintomi del burnout da home office

Come si manifesta il burnout? Il burnout è una reazione allo stress legato all’attività lavorativa che può manifestarsi in molti modi diversi. Alcuni soggetti affetti da burnout si sentono svogliati e privi di energia, tanto da non riuscire a mettersi al lavoro. Altri, invece, sembrano fretolosi e si concentrano solo sul lavoro. Si precipitano a fare un lavoro dopo un altro e non si concedono pause. Dopo qualche tempo, la psiche non riesce più a sopportare questa tensione costante. Il burnout è spesso accompagnato dalla perdita di ogni piacere, anche nelle attività che prima erano divertenti. Inoltre, spesso compaiono disturbi psicosomatici, come mal di schiena o mal di testa, disturbi del sonno o disturbi gastrointestinali.

Cosa aiuta a contrastare il burnout da home office?

Per evitare che il lavoro da casa porti al burnout, sia i dipendenti che i datori di lavoro possono osservare alcuni punti.

  • Creare e proteggere le routine: è utile mantenere i tempi di lavoro e di pausa come di consueto anche nell’ufficio a casa. La cosa migliore da fare è inserire le pause nel calendario e non programmarle qui.
  • Separare il lavoro dal tempo libero: in questo caso, da un lato, la separazione spaziale è vantaggiosa. Ad esempio, è meglio non utilizzare la camera da letto per il lavoro, in modo che rimanga uno spazio per il riposo e il relax. Può anche essere utile prepararsi ogni mattina e indossare gli abiti da lavoro. Poi, a fine giornata, cambiarsi in abiti comodi è ancora più bello!
  • Organizzare pause caffè digitali con i colleghi: per dare spazio a chiacchiere e altre conversazioni, è possibile incontrarsi con i colleghi per pause online in cui non viene esplicitamente discusso alcun contenuto di lavoro.
  • Aria fresca e buone condizioni di lavoro: una breve passeggiata durante la pausa pranzo schiarisce le idee. Inoltre, la scrivania dovrebbe essere ben attrezzata e dovrebbe essere disponibile tutta la tecnologia necessaria per lavorare in modo confortevole.
  • Limitare la reperibilità: deve diventare scontato che i dipendenti non siano disponibili 24 ore su 24. A un certo punto bisogna concedersi lo spazio per rilassarsi e staccare la spina, altrimenti si rischia il burnout.
  • Buona comunicazione assicurata dai datori di lavoro: da parte del datore di lavoro, è importante mantenere la comunicazione tra i dipendenti e tra questi e i dirigenti e incoraggiare esplicitamente i dipendenti a prendersi le pause di cui hanno bisogno.

Se i dipendenti notano che il burnout è imminente o si è già manifestato, è consigliabile cercare un supporto professionale. C’è una via d’uscita dalla spirale del burnout: le Limes Schlosskliniken sono liete di fornire il loro supporto!

Fonti

Burisch, M. (2014). Das burnout-syndrom. Berlin, Heidelberg: Springer Berlin Heidelberg.

Lohmann-Haislah, A. (2012). Stressreport Deutschland 2012: Psychische Anforderungen, Ressourcen und Befinden. Istituto federale per la sicurezza e la salute sul lavoro

Senger, K. (2018). Burnout 2.0. PiD-Psychotherapie im Dialog, 19(03), 13-14

Wittchen, H.-U. & Hoyer, J. (2006). Klinische Psychologie & Psychotherapie. Berlin-Heidelberg: Springer.

Categorie: Burnout Long-Covid

Friederike Reuver
Autor:in Friederike Reuver
"Die LIMES Schlosskliniken haben sich auf die Behandlung von psychischen und psychosomatischen Erkrankungen spezialisiert. Mit Hilfe des Blogs möchten wir als Klinikgruppe die verschiedenen psychischen Erkrankungen näher beleuchten und verschiedene Therapien sowie aktuelle Themen vorstellen."

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